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Il Blog del Centro

HO 70 ANNI CHE TUTTO ABBIA INIZIO!

Ciò che conta è il cammino.

Eppure talvolta, inciampando perdiamo di vista la strada. 

Soggetto A : “Ho 45 anni, non ho realizzato i miei sogni, allora non li raggiungerò mai! Non ho speranza di poter vivere le aspirazioni accarezzate nella mia inutile immaginazione! Neppure so che cosa veramente volevo, forse é questo, ho disperso le mie energie, ho dissipato la mia immaginazione”. 

Soggetto B: “Volevo una famiglia, volevo dei figli, non ne ho avuti. Non la avrò mai. Ho già 50 anni.”

Soggetto C: “Avrei voluto una coppia stabile, un uomo con cui avere una vita di coppia. Non ce l'ho, non l'avrò mai!”.

Potrei continuare con questa lista e non finirla. Invece preferisco raccontare di uomini e di donne che soltanto dopo gli anta hanno potuto realizzare i propri sogni. Direi di più: Sognare e ri-sognare il proprio sogno fino a realizzarlo, oppure stare nel progetto per continuare ad apprendere ciò che serve alla realizzazione del desiderio. 

Raggiungere la meta fa parte del processo. La meta non è immobile. Chiariamo dove vogliamo dirigerci, affiniamo gli strumenti e le strategia per avvicinarci a quella che chiamiamo meta.

E' importante il cammino lungo il quale si fanno incontri, si cade, ci si rialza, si viene aiutati, si persegue l'intento, cambia la visione per poi ripresentarsi e di nuovo incantarci, catturarci, farci innamorare! Non se ne può fare a meno. Intanto, le famiglie si rompono; si ricompongono. Se non hai figli ci sono quelli della donna o dell'uomo con cui crei una nuova consuetudine affettiva. Oppure ci sono i figli nel mondo, che cercano figure a cui affidarsi. Madri e Padri di cuore. Che abbiamo lo spazio, e non chiedano il gruppo sanguigno.

I progetti immaginati e non ancora realizzati possono essere l'occasione per condividere con terzi il desiderio fino evolvere insieme. L'occasione per avvicinarsi alle nuove tecnologie, inventare quanto ci serve ed ancora non esiste alleandoci con le generazioni precedenti. Noi, più grandi di età, possiamo avere quello spazio interiore necessario per fraternizzare, imparare, insegnare, condividere : farci veicolo e circolo di energie senza tempo. Purché ci legittimiamo. 

Per le donne potrebbe essere più facile recuperare il processo del sogno giovanile quando i figli diventano grandi, quando si è assolto il ruolo materno, coniugale, filiale verso i genitori anziani. Oltrepassati i 40, i 50, i 60 e via dicendo. Certo, bisogna mantenere viva la parte profonda in cui giacciono i sogni e al di là del pensiero critico che dimora in ognuno, bisogna decidere di affrontare l'ignoto. Scegliere che ne valga la pena. Ad ogni costo!

Generalmente parlando, gli uomini non hanno le incombenze cui per nascita e destino biologico-culturale, noi donne siamo sottomesse. Quindi per gli uomini, potrebbe essere più difficile legittimarsi,  dopo una certa età, a dedicarsi alla realizzazione del sogno, del progetto agognato; avendo, oppure no, un disegno nel cuore o nella mente. 

Eppure, la questione non é così matematica: anche gli uomini per tanti motivi, possono rimandare a tempi biblici la presa in carico del proprio sogno-desiderio. Confessato o inconfessabile perché fuori dalle solite coordinate.

Metà vita può essere servita a capire chi sei, quali risorse mettere in gioco per la realizzazione di quell'obiettivo nascosto in un anfratto profondo dell'anima od in una curva stretta delle viscere. Magari é il Daimond[1]che ha avuto bisogno di tutto quel tempo, niente di più e niente di meno. Tutto quello che ciascuno si é dato l'opportunità di vivere e sperimentare: Si va avanti, si va indietro, si riprendono le misure, ci si riprova cambiando qualcosa, si pagano prezzi, si soffre, si gioisce. Vita! Finch'é siamo in vita.

Perfetto! Appunto, perfetto! Proprio così.

Conosco un'uomo che ha scritto un Best Seller ad 83 anni, insieme al suo neurologo. L'esperienza del parkinson ha richiesto anni, perché fosse pronto a trasformarlo in un dono.

Ancora, c'è quest'uomo over 50 sfibrato da un'attività professionale che manteneva economicamente l'intera famiglia... un giorno, apparentemente di punto in bianco, si congeda senza più aspettare la pensione. Attrezza un camioncino cominciando una nuova vita con la moglie : food street. Cibo tipico della loro regione, intorno alle fiere ed alle feste popolari del territorio nazionale fino tutta l'Europa. Non è dato l'istante in cui siamo disposti a rischiare, ma potrei raccontare molte storie che dimostrano come questo istante arrivi in età avanzata...

Ma come?

La spiritualità non é una banalità. E' più facile perseguire i propri sogni e le proprie aspirazioni se intimamente riteniamo di avere una missione, una visione ed in questa troviamo il nostro compito. Non dico come i Blues Brothers[2] del memorabile film degli anni sessanta, ma un compito che travalichi la nostra singola storia; la nostra unica vita. Gli altri... Gli altri sono sempre molto importanti. Gli altri in noi, noi in loro, la bellezza, il convivio, l'arte, la socialità, la generosità. Ripeto, la bellezza ed i valori superiori che sanno includere gli altri: lasciare una traccia che abbia senso anche per gli altri. 

L'anno prossimo correrà il 2022, lo studio che ho fondato nel '92 celebrerà i 30 anni di attività. Sognavo uno studio capace di generare bellezza oltre che benessere. Al centro la relazione, la qualità delle prestazioni, una lettura dell'essere umano ampia. Nel '92 avevo 42 anni, oggi ne ho una settantina e resto in un movimento piuttosto frenetico.

Ho in mente di vivere a lungo, un sogno é venuto a dirmelo almeno 25 anni fa. Un'immagine bellissima e per me non ci sono dubbi: sarà così. Intanto onoro l'intelligenza e l'amore per la vita che mi è stata concessa.

L'età non ha età: conta lo spirito e la visione. Le due, visione e spirito, pur negli acciacchi, possono generare una vitale longevità  in cui continuare a perseguire insieme agli altri, progetti, innovazioni, ponti per il futuro.

 

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[1]   Vedere l'opera di James Hillman in particolare il testo “Il codice dell'anima. Carattere, vocazione, destino”.

[2]   Film commedia musicale del 1980 diretto da John Landis

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