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Buoni propositi per l’anno nuovo: perché falliamo e come riuscire con la psicologia del cambiamento

Perché i buoni propositi durano così poco

Ogni gennaio sembra portare con sé una nuova energia: voglia di rimettersi in forma, mangiare meglio, cambiare lavoro, prendersi più cura di sé. Eppure, per molte persone, i buoni propositi per l’anno nuovo svaniscono già dopo poche settimane.

Questo non accade perché “manca la forza di volontà”, ma perché spesso gli obiettivi vengono costruiti senza tenere conto di come funziona davvero la mente umana: la nostra.

Dal punto di vista psicologico, il cambiamento è faticoso perché richiede di uscire da schemi consolidati. Il cervello tende a privilegiare ciò che è noto e prevedibile, anche quando non ci fa stare bene. Per questo, obiettivi troppo ambiziosi o vaghi (“da quest’anno cambio tutto”) rischiano di attivare frustrazione, senso di fallimento e rinuncia precoce.

Psicologia del cambiamento: cosa serve davvero per riuscire

La psicologia del cambiamento ci insegna che per mantenere un proposito non basta desiderarlo: serve renderlo sostenibile, comprendendo alcuni passaggi.

Gli obiettivi che funzionano hanno alcune caratteristiche comuni:

  • sono specifici e realistici, non generici o ideali;
  • tengono conto del contesto di vita reale (tempo, energie, risorse);
  • sono collegati a un perché profondo, non solo a un dovere.

Un errore frequente è partire dal “devo” invece che dal “voglio”: devo dimagrire, devo essere più produttivo, devo cambiare. Questo linguaggio interno aumenta la pressione e riduce la motivazione nel lungo periodo.

Quando invece l’obiettivo nasce da un bisogno autentico — stare meglio, sentirsi più coerenti, rispettarsi — il cambiamento diventa assai più probabile e confortevole.

Buoni propositi: come mantenerli nel tempo

Se ti stai chiedendo come mantenere i buoni propositi, la risposta è spesso più semplice (e più gentile) di quanto immagini.

Alcuni principi utili potrebbero essere ad esempio:

  • Ricordare che i piccoli passi battono i grandi slanci: il cambiamento duraturo è fatto di micro-azioni ripetute.
  • Accetta le ricadute: sbagliare non significa fallire, ma apprendere per poterti migliorare.
  • Riformula l’obiettivo: non “essere una persona diversa”, ma “fare una cosa diversa, magari una alla volta”.
  • Allenati alla costanza, non alla perfezione.

Cambiare non significa diventare un’altra persona, ma costruire un rapporto più consapevole con se stessi. Spesso, il vero obiettivo dell’anno nuovo non è fare di più, ma fare meglio ciò che è in linea con chi siamo oggi.

Conclusione: iniziare l’anno con realismo e cura

I buoni propositi non devono diventare una nuova fonte di pressione, giudizio o scoraggiamento. Possono invece trasformarsi in un’occasione per ascoltarsi, conoscersi meglio e scegliere con più intenzionalità e benevolenza.

L’anno nuovo non chiede rivoluzioni, ma piccoli atti di coerenza quotidiana.

Se senti il bisogno di capire perché fai fatica a cambiare o vuoi costruire obiettivi più realistici e sostenibili, nel nostro Centro Psicologia e Cambiamento di Bergamo possiamo accompagnarti in questo percorso. Vi ricordiamo che il Centro è sul territorio bergamasco da oltre 30 anni e ha al suo interno un’equipe di psicologi e psicoterapeuti con formazioni differenti cosicché specifiche problematiche possano essere accolte e affrontate con approcci tra loro simili e/ o differenti. Infatti, il nostro setting clinico accoglie richieste di terapia individuale per le varie età,  per la  coppia, per le famiglie e di gruppo.

Se dovesse servirti, contattaci per un primo colloquio: il cambiamento funziona meglio quando è condiviso.

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